di Sara Díaz (Fairfield University) & Aidan Maione
Con milioni di stream e due dischi di platino in Italia, i Subsonica si collocano tra le band più popolari del Paese. Il gruppo, composto da cinque membri, è noto soprattutto per la combinazione dei generi rock, pop ed elettronico. Fondati nel 1996 a Torino, una città che ne ha accompagnato la crescita fin dagli esordi, occupano una nicchia unica nella musica italiana contemporanea. Alla fine degli anni ’90, quando la musica elettronica era per lo più confinata ai club, la band riuscì a integrarla con successo nel mainstream. In oltre due decenni, i Subsonica non solo hanno raggiunto un notevole successo commerciale, ma hanno anche lasciato un’impronta culturale grazie al loro approccio innovativo.
I Subsonica si formarono nell’estate del 1996, nel pieno di un’esplosione culturale torinese. La musica elettronica underground, in particolare techno e house, attirava migliaia di persone nei club della città. Il loro sound iniziale attingeva da questa scena e, allo stesso tempo, contribuiva a definirla. Come affermano loro stessi: “Per noi è nato tutto nei club. La nostra storia parte da lì” (Subsonica). La formazione originale comprendeva Samuel Umberto Romano come cantante, Massimiliano “C-Max” Casacci alla chitarra, Davide “Boosta” Dileo alle tastiere, Enrico “Ninja” Matta alla batteria e Pierfunk al basso (poi sostituito da Luca “Vicio” Vicini). Il loro album di debutto, pubblicato nel 1997, era decisamente rock, ma già sperimentale. Sebbene il disco ottenesse un successo moderato in classifica, piuttosto che una fama immediata, collocò i Subsonica nell’emergente nuova ondata di band italiane.
La svolta arrivò nel 1999 con l’uscita del secondo album, Microchip Emozionale. Il progetto includeva due dei singoli più iconici dei Subsonica: “Tutti i miei sbagli,” il loro brano più ascoltato con 17 milioni di stream su Spotify, e “Discolabirinto,” un altro pezzo molto popolare con circa 10 milioni di stream. Entrambi divennero successi radiofonici e contribuirono ad accrescere la loro reputazione. Il loro slancio proseguì nel 2000, quando parteciparono al prestigioso Festival di Sanremo, una delle competizioni musicali più celebri e tradizionali d’Italia. I brani citati risuonarono profondamente tra il pubblico del festival e catapultarono il gruppo verso una visibilità mainstream. Nei mesi successivi la loro popolarità rimase costantemente alta, culminando in ulteriori riconoscimenti, tra cui premi agli MTV Europe Music Awards.
Dopo il grande successo, i Subsonica continuarono a costruire la loro fama. Il terzo album, Amorematico (2002), raffinò il sound elettro-pop del gruppo, mantenendo l’energia del disco precedente. Nel 2005 Terrestre spostò l’attenzione verso un suono più orientato al rock. Le tracce dipendevano meno da trame digitali e abbracciavano un approccio più organico, guidato dalla chitarra. L’Eclissi (2007) esplorò una versione più cupa ed espansa di tutto ciò. Ad esempio, “L’Ultima Risposta” è guidata da una chitarra solista ma contiene piccoli inserti elettronici. Altre canzoni come “Quattrodieci” sono ricche di effetti elettronici pur mantenendo una forte presenza della chitarra. Nel 2011 i Subsonica tornarono con Eden, un disco che non solo mostrava la loro evoluzione ma ottenne anche il disco di platino. Tre anni dopo, il loro settimo album, Una Nave in una Foresta, debuttò al primo posto in Italia ed ebbe un ambizioso tour nazionale. Il gruppo era ormai una delle band più longeve del Paese.
Con undici album in studio alle spalle, i Subsonica si sono reinventati costantemente. La loro discografia spazia dal rock all’elettronica, fino al pop. Hanno vinto gli MTV Europe Music Awards (2000, 2002), l’Amnesty Italia Award (2008) e il David di Donatello (2024). Gli arrangiamenti strumentali sono fondamentali per comprendere i Subsonica: definiscono gran parte della loro identità, poiché gli strumenti parlano tanto quanto i testi introspettivi. La band non si limita a sovrapporre sintetizzatori e chitarre; piuttosto, li fonde su un piano di parità, creando un suono dinamico. Anche all’interno dello stesso album, le loro canzoni non possono essere racchiuse in un solo genere. In Terrestre, ad esempio, “Corpo a Corpo” è un inno rock, con voce intensa, una linea di basso morbida e chitarre chiare. Tre canzoni dopo, “Abitudine” si apre con un synth melodico. Oltre al suono, la loro presenza online, l’identità visiva e l’uso di estetiche moderne hanno valso loro il titolo di “band multimediale” in Italia. Considerati una delle band più dinamiche in concerto, attirarono oltre 230.000 fan durante i tour Terrestre e Be Human (2005–2006). Furono anche eccezionalmente attivi: tra gennaio e ottobre 1998 tennero circa 150 concerti. Il loro uso della tecnologia non si limita alla musica: quasi ogni esibizione presenta spettacolari giochi di luci e spesso sfondi dinamici che uniscono arte visiva e sonora.
Se c’è un tema ricorrente in quasi tutta la loro musica, è l’uso di testi poetici. Consideriamo la loro canzone “Incantevole”:
Se leggera ti farai
io sarò vento
per darti il mio sostegno senza fingere
se distanza ti farai
io sarò asfalto
impronta sui tuoi passi senza stringere mai
Se battaglia ti farai
io starò al fianco
per darti il mio sorriso senza fingere
se dolore ti farai
io starò attento
a ricucire i tagli senza stringere mai(“Incantevole” 2005)
L’uso esteso di metafore equipara l’io lirico a elementi come asfalto, sostegno e vento per esprimere presenza. La ripetizione delle proposizioni condizionali (“Se… ti farai, io…”) crea una struttura ritmica. Impiegano inoltre una forte antitesi tra la difficoltà e la risposta gentile del narratore. Queste tecniche retoriche si trovano in tutto il loro catalogo, trasformando sentimenti semplici in esperienze immersive.
L’identità del gruppo è profondamente legata anche alla loro città d’origine, Torino. La città è stata sede delle grandi case automobilistiche FIAT e Lancia e, mentre le fabbriche alimentavano crescita economica e forti tensioni sindacali, Torino si reinventò trasformando siti industriali in spazi culturali e creativi. Questo contesto favorì naturalmente la nascita dei club underground e di una scena alternativa vivace: l’ambiente perfetto per il sound sperimentale dei Subsonica. Come suggeriscono anche nelle loro canzoni, l’aria della città non è sempre pulita e Torino è sempre in movimento. Eppure, nei loro testi, soprattutto in “Il cielo su Torino,” è possibile trovare la calma:
Un altro giorno, un’altra ora ed un momento
dentro l’aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me(“Il cielo su Torino” 1999)
Ciò che modella Torino non è solo il suo paesaggio fisico, ma anche il modo in cui opera la sua cultura. L’impegno della città nell’antirazzismo (definendosi letteralmente la “Capitale dei Diritti e dell’Antirazzismo”) e nella co-creazione comunitaria rispecchia la storia più ampia di reinvenzione che influenza anche l’identità dei Subsonica. Si può dire che, in molti modi, la loro musica rifletta le voci delle comunità emarginate. Canzoni come “Pugno di sabbia” illustrano perfettamente il loro attivismo:
Pelle color della sera
afro italiana, due g
senza una patria d’origine ormai
nata e cresciuta qui dove potrai
essere per sempre straniera
volare in una voliera(“Pugno di sabbia” 2023)
Molti giovani nati in Italia da genitori stranieri crescono sentendosi pienamente italiani ma restano legalmente non riconosciuti. Questi versi raccontano la storia di una donna di seconda generazione che, pur essendo nata e cresciuta in Italia, è trattata come un’estranea, segnata dalla “pelle color della sera” e dall’etichetta “Afro-Italiana.” La sua esperienza di poter “volare solo in una voliera” riflette i confini legali che limitano il suo futuro. Chi cerca di appartenere non viene pienamente accettato, e chi è accettato spesso non sente più di appartenere davvero.
La forza dei Subsonica risiede nella dualità: la tensione tra testi e strumenti, tra suoni rock ed elettronici, e tra un’Italia aperta e una chiusa all’immigrazione. Alla fine si comprende che nessun elemento può funzionare senza l’altro. La loro capacità di fondere personale e politico cattura ciò che significa appartenere e allo stesso tempo evolversi. Mescolando generi diversi, dimostrano che anche gli italiani possono fondersi con nuove influenze e comunità. È questo che rende la loro musica arte autentica. Dopo oltre vent’anni, i Subsonica rimangono rilevanti non seguendo le mode, ma creando con intenzione. Riflettono la loro città e danno voce a storie che altrimenti potrebbero non essere ascoltate. In questo modo, sono diventati più di una band: sono un mezzo attraverso cui italiani di ogni origine possono sperimentare, festeggiare e vivere l’energia della scena dei club.
La carriera ventennale dei Subsonica dimostra che l’evoluzione è la chiave del successo duraturo, eppure la band conserva il fascino degli inizi. La loro fusione di rock, pop ed elettronica li ha resi una delle realtà più influenti della musica italiana. Con oltre cento milioni di stream, certificazioni, premi e, soprattutto, un’eredità culturale, non solo hanno modellato la musica italiana, ma hanno anche dato voce a questioni sociali più ampie. Continuando a innovare, il futuro dei Subsonica appare luminoso, con nuovi progetti ancora all’orizzonte.
Current members of Subsonica:
Samuel Umberto Romano (born in Turin on March 7, 1972) – Lead vocals, acoustic guitar
Massimiliano “C. Max” Casacci (born in Turin on October 11, 1963) – guitars, backing vocals
Luca “Bass Vicio” Vicini (born in Susa on October 5, 1971) – bass, guitar
Davide “Boosta” Dileo (born in Turin on September 27, 1974) – keyboards, piano, programming, backing vocals
Enrico “Ninja” Matta (born in Turin on September 24, 1971) – drums, percussions, programming
Former members:
Pierpaolo “Pierfunk” Peretti Griva (born in Lanzo Torinese on August 29, 1967) – Bass
Translated songs: