Argenti vive

Caparezza (Museica 2014)

“Mentre solcavamo l’immobile palude,
mi si parò davanti uno spirito coperto di fango,
allungò verso la barca entrambe le mani
ma Virgilio pronto lo respinse dicendogli:
“Via di qui, vattene a stare con gli altri maledetti!”
Ed io: “Maestro sarei molto desideroso,
prima di uscire dalla palude,
di vederlo immergere in questa melma”
Poco dopo vidi gli iracondi
fare di lui un tale scempio,
che per esso ancora glorifico e rendo grazie a Dio”
Tutti insieme gridavano:

“A Filippo Argenti
A Filippo Argenti”

Ciao Dante, ti ricordi di me?
Sono Filippo Argenti,
il vicino di casa che nella Commedia
ponesti tra questi violenti,
sono quello che annega nel fango,
pestato dai demoni intorno.

Cos’è vuoi provocarmi, sommo?
Puoi solo provocarmi sonno!
Alighieri, vedi, tremi, mi temi come gli eritemi,
eri te che mi deridevi.
Devi combattere, ma te la dai a gambe levate,
ma quale vate? Vattene!
Ehi, quando, quando vuoi, dimmi, dimmi dove!
Sono dannato ma te le dò di santa ragione!
Così impari a rimare male di me,
io non ti maledirei, ti farei male Alighie-ri!
Non sei divino, individuo, se t’individuo, ti divido!
È inutile che decanti l’amante, Dante,
provochi solo cali di libido!
Il mondo non è dei poeti, il mondo è di noi prepotenti!
Vai rimando alla genti che mi getti nel fango,
ma io rimango l’Argenti!
Argenti vive, vive e vivrà,
sono ancora il più temuto della città,
sono ancora il più rispettato, quindi cosa t’inventi?
Se questo mondo è l’Inferno allora sappi
che appartiene a Filippo Argenti.

Poeta tu mostri lo sdegno, a Filippo Argenti,
ma tutti consacrano questo regno, a Filippo Argenti,
le tue terzine sono carta straccia,
le mie cinquine sulla tua faccia lasciano il segno!
Poeta tu mostri lo sdegno, a Filippo Argenti,
ma tutti consacrano questo regno, a Filippo Argenti,
le tue terzine sono carta straccia,
le mie cinquine sulla tua faccia lasciano il segno!

Non è vero che la lingua ferisce più della spada,
è una cazzata,
cosa pensi che tenga più a bada,
rima baciata o mazza chiodata?
Non c’è dittatore che abdichi perché persuaso,
pare che qui nessuno sappia nemmeno che significhi abdicare, ma di che parliamo?
Attaccare me non ti redime, eri tu che davi direttive,
per annichilire ogni ghibellino, Cerchio 7, giro primo!
Fatti non foste per vivere come bruti,
ben detta,
sputi vendetta,
dalla barchetta di Flegias,
complimenti per la regia!

Argenti vive, vive, vivrà,
alla gente piace la mia ferocità,
persino tu che mi anneghi a furia di calci sui denti,
ti chiami Dante Alighieri,
ma somigli negli atteggiamenti,
a Filippo Argenti.

Poeta tu mostri lo sdegno, a Filippo Argenti,
ma tutti consacrano questo regno, a Filippo Argenti,
le tue terzine sono carta straccia,
le mie cinquine sulla tua faccia lasciano il segno!
Poeta tu mostri lo sdegno, a Filippo Argenti,
ma tutti consacrano questo regno, a Filippo Argenti,
le tue terzine sono carta straccia,
le mie cinquine sulla tua faccia lasciano il segno!

Stai lontano dalle fiamme, perché ti bruci,
guardati le spalle, caro Dante, è pieno di bruti!
Tutti i grandi oratori sono stati fatti fuori
da signori violenti e nerboruti.
Anche gli alberi sgomitano per un po’ di sole,
il resto sono solo inutili belle parole,
sono sicuro che in futuro le giovani menti,
saranno come l’Argenti e l’arte porterà il mio nome!

Filippo Argenti!
Filippo Argenti!
Filippo Argenti!
Filippo Argenti!

“Lo lasciammo là, nella palude, e non racconto altro.”

Argenti Lives

Translated by: Francesco Ciabattoni

As we plowed through the still swamp,
a spirit covered with mud appeared before me,
he stretched both hands towards the boat
but Virgil promptly rejected him and said:
“Go away, go and stay with the other damned!”
And I: “Master I would be very eager,
before leaving the swamp,
to see him immersed in this mud”
Soon after I saw the wrathful
make such a mess of him,
that I still glorify and thank God for it.”
All together they shouted:

“To Filippo Argenti
To Filippo Argenti”

Hi Dante, do you remember me?
I’m Filippo Argenti,
the neighbor whom in the Comedy
you placed among these violent types,
I’m the one drowning in the mud,
beaten by the demons around me.

What is it, you want to provoke me, greatest poet?
You can only make me sleepy!
Alighieri, you see, you tremble, you fear me like rashes,
it was you who laughed at me.
You should fight, but you run away,
you are no poet! Get out!
Hey, any anytime, tell me name a place!
I’m damned but I can give you a good whooping!
So you’ll learn better than to rhyme badly at me,
I wouldn’t curse you, I’d hurt you Alighie-ri!
You aren’t divine, you’re just a guy, if I locate you, I’ll split you!
It is useless to praise your beloved, Dante,
you only cause a plunge in libido!
The world does not belong to poets, it belongs to us bullies!
You go around versifying to the people that you’ll throw me in the mud, but I remain the Argenti!
Argenti lives, lives and will live,
I am still the most feared in the city,
I am still the most respected, so what have you invented?
If this world is Hell then know
that it belongs to Filippo Argenti.

Poet, you show indignation to Filippo Argenti
but everyone consecrates this kingdom to Filippo Argenti
your tercets are scrap paper,
my five fingers on your face leave their mark.
Poet, you show indignation to Filippo Argenti
but everyone consecrates this kingdom to Filippo Argenti
your tercets are scrap paper,
my five fingers on your face leave their mark.

It’s not true that the tongue hurts more than the sword,
it’s bullshit,
what do you think holds most at bay,
rhyming couplets or a spiked club?
There is no dictator who abdicates because he is persuaded,
it seems that no one here even knows what it means to abdicate, but what are we talking about?
Attacking me does not redeem you, it was you who gave orders to annihilate every Ghibelline, Circle 7, first ring!
You weren’t made to live like brutes,
well said,
you spit revenge,
from Flegias’ little boat,
great job with your direction!

Argenti lives, lives, will live,
people like my ferocity,
even you who drown me by dint of kicks in the teeth,
your name is Dante Alighieri,
but your attitude
resembles Filippo Argenti

Poet, you show your indignation to Filippo Argenti
but everyone consecrates this kingdom to Filippo Argenti
your tercets are scrap paper,
my five fingers on your face leave their mark.
Poet, you show indignation to Filippo Argenti
but everyone consecrates this kingdom to Filippo Argenti
your tercets are scrap paper,
my five fingers on your face leave their mark.

Stay away from the flames, lest you burn yourself,
watch your back, dear Dante, it’s full of brutes here!
All the great speakers have been done away with
by violent and muscular gentlemen.
Even the trees elbow each other for a little sun,
the rest are just useless beautiful words,
I’m sure in the future young minds
will be like Argenti, and art will bear my name!

Filippo Argenti!
Filippo Argenti!
Filippo Argenti!
Filippo Argenti!

“We left him there, in the swamp, and I shall say no more.”

Di Francesco Ciabattoni (Georgetown University)

L’abilità di Caparezza nella riscrittura di Inferno VII coinvolge tutti gli aspetti estetici della canzone, dalla musica, all’immagine, al testo, al videoclip, in cui il cantante impersona Dante e il suo antagonista fiorentino Filippo Argenti. Più precisamente, “Argenti vive” esplora il rapporto tra canzone e tradizione letteraria, ibridando il motivo dantesco con un dispositivo specifico del genere rap, il “dissing”. Si tratta di una forma altamente codificata e ampiamente rappresentata nel rap, compreso il rap italiano, in cui un rapper ne sfida un altro a suon di rime volanti e insulti, più o meno allo stesso modo in cui i poeti medievali scrivevano tenzoni (tenso in provenzale), o dibattiti polemici, spesso satirici o veementemente personali. La tenzone di Dante con Forese Donati è diventata un caso letterario che non ha cessato di produrre risposte critiche tra gli studiosi. “Argenti vive” attiva così una rete intertestuale di riferimenti molto carica, perché il “dissing” di Argenti / Caparezza contro Dante può essere paragonato a una tenzone tra poeti, ma tradotto, ovviamente, nel contesto rap. Non è inconcepibile attendersi una tale consapevolezza letteraria da un autore intelligente come Caparezza, e vedere la sua canzone come un’allusione alla tradizione poetica del tenzone: come Filippo Argenti sfida fisicamente il pellegrino in Inferno VII, Caparezza sembra sfidare lo stesso Dante e lo fa come un rapper che sfida un poeta: non un poeta qualunque, ma il Poeta per eccellenza. Il cantautore e interprete qui sfrutta molteplici strati estetici e dispositivi del genere rap per impegnarsi in un dialogo tra rap e poesia, tra cultura pop e cultura istituzionale, che è allo stesso tempo un omaggio e una discussione critica sull’attuale rilevanza della poesia di Dante.