(Catania, 1974 – )
Carmen Consoli, Una voce distintiva e una rocker tenace.
(di Tony Marotta, pubblicato per la prima volta su La gazzetta italiana, Aprile 2013)
Il successo nel competitivo mondo della musica si misura in modi diversi. Per alcuni, è la capacità di scrivere composizioni che toccano le masse. Per altri, è l’abilità di incantare i propri follower con carisma. Per il resto, può essere la capacità di stupire il pubblico con puro talento grezzo. Per la cantautrice e chitarrista siciliana Carmen Consoli, si tratta di una combinazione di tutti questi attributi.
Nata nella cittadina di San Giovanni La Punta, in provincia di Catania, il 4 settembre 1974, ebbe un’infanzia profondamente arricchita dall’esposizione a diversi stili musicali. Consoli indica Domenico Modugno come una delle sue prime influenze ed è stata anche attratta dal soul e dal rhythm-n-blues. Suo padre, Giuseppe, la incoraggiò a studiare teoria musicale e composizione fin dalle scuole elementari. A nove anni suonava già la chitarra e a 13 iniziò a esibirsi nei club, specializzandosi nel blues-rock di stampo americano. Successivamente ha completato gli studi formali diplomandosi in informatica.
Consoli si trasferì a Roma per un breve periodo per presentare le sue composizioni alle etichette discografiche e fece anche una breve apparizione in uno speciale televisivo tributo a Mia Martini nel programma di RAI Tre “Tempo Reale”. Tornata a Catania, si avvalse dei servizi del produttore Francesco Virlinzi, fondatore della Cyclope Records. In quel periodo, Consoli partecipò a un altro progetto tributo, questa volta in onore della carriera del conterraneo siciliano e leggendario artista Franco Battiato. Fu invitata a partecipare al prestigioso Festival di Sanremo del 1996, gareggiando nella Categoria Giovani. La sua canzone, “Amore di plastica“, scritta insieme a Mario Venuti, ottenne un buon riscontro. Ricevette un consistente passaggio radiofonico nella primavera successiva e fu inserita nel suo disco di debutto Due parole (1996). L’album ottenne il plauso della critica per le sue distintive qualità vocali, compositive e interpretative.
Dopo l’uscita dell’album, intraprese un tour e fu scelta come artista d’apertura per Raf. Tornò a Sanremo nel 1997 presentando il brano “Confusa e felice“. Sebbene la sua voce fosse stata eliminata dopo il primo turno, la canzone divenne la traccia del titolo del suo album successivo. Il disco conteneva anche il successo a sorpresa “Venere” e superò le 120.000 unità vendute, ottenendo il disco di platino. Più tardi, quello stesso anno, ricevette il “Premio Italiano della Musica” come “Rivelazione dell’anno”.
La sua terza uscita, Mediamente isterica (1998), fu un altro successo commerciale, ottenendo anch’esso il disco di platino e presentando un suono rock più aggressivo rispetto ai lavori precedenti. L’album produsse quattro singoli e conteneva canzoni che trattavano temi sociali maturi tra cui la servitù umana, le aree devastate dalla guerra, l’infedeltà coniugale e l’abuso. All’uscita seguì un tour europeo durato un anno.
Al suo ritorno in studio, iniziò il nuovo millennio pubblicando la sua opera più importante fino ad oggi, Stato di necessità (2000). Il disco vendette oltre 250.000 copie e produsse altri quattro singoli di successo, tra cui “Parole di burro” e “L’ultimo bacio“. Tornò a Sanremo anche quell’anno presentando la canzone “In bianco e nero“, che si classificò al settimo posto tra le sedici iscritte. Quell’anno vinse anche altri due premi importanti: “Artista femminile dell’anno” e “Miglior artista femminile”. Purtroppo, però, il suo amico, produttore e concittadino catanese Virlinzi morì più tardi quell’anno a causa di una malattia incurabile alla giovane età di 41 anni.
Coraggiosamente, proseguì nel suo ricordo e andò in tour a supporto di questa uscita; i momenti salienti furono catturati nella sua prima registrazione dal vivo L’anfiteatro e la bambina impertinente (2001). L’album vendette oltre 200.000 copie, ottenne il disco di platino e presentava un accompagnamento orchestrale completo. In seguito, ripubblicò una versione internazionale della registrazione in Francia.
I suoi successivi tre album in studio L’eccezione (2002), Eva contro Eva (2006) ed Elettra (2009) hanno visto una Consoli musicalmente maturata rallentare i ritmi di registrazione ed espandere il suo repertorio per includere ritmi in stile bossa-nova, melodie folk etniche acustiche e arrangiamenti elettronici techno-beat.
Nel 2009 è stata invitata a partecipare alle produzioni “Domani – Artisti Uniti per l’Abruzzo” e “Amiche per l’Abruzzo”, volte a sensibilizzare e raccogliere fondi per le vittime del terremoto dell’Aquila dell’aprile 2009. La sua pubblicazione più recente è la sua prima raccolta di successi, un doppio CD intitolato Per niente stanca (2010). L’album ha ottenuto il disco d’oro e contiene 40 delle sue migliori composizioni scritte nell’arco di 15 anni di carriera.